SPRAR San Michele, da un progetto universitario arriva la nuova strada per l’inclusione sociale

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Comunicati stampa

21 Dicembre 2018 alle 11:09

Riqualificare il quartiere di Tor Marancia e l’Istituto Romano di San Michele, la più grande Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) di Roma, attraverso progetti che ripensino gli spazi dell’accoglienza a Roma. Nasce da questa idea l’iniziativa di un gruppo di studenti iscritti alla facoltà di Architettura di Roma Tre che ha coinvolto anche lo Sprar San Michele gestito dalla Tre Fontane, cooperativa sociale del Gruppo La Cascina.

Il loro progetto, sviluppato tra i banchi dell’Università romana, si prefigge di unire cultura e accoglienza attraverso la riqualificazione degli spazi urbani, creando ponti e non barriere. L’inclusione e l’integrazione dei soggetti deboli o svantaggiati ruota intorno ai principi dell’accoglienza diffusa all’interno del complesso Ipab. Per gli universitari diventa importante creare rapporti con il territorio e la cittadinanza coinvolgendoli attraverso una serie di iniziative socio-ricreative. A dicembre, per esempio, hanno organizzato due giornate di danze, canti e laboratori didattici che hanno coinvolto sia i romani sia i migranti accolti dalla Tre Fontane all’interno del centro d’accoglienza San Michele.

“Per il prossimo evento in programma vorremmo coinvolgere non solo i beneficiari del nostro centro ma anche gli anziani: entrambi sono soggetti deboli che necessitano del supporto nostro e del quartiere per non sentirsi soli e abbandonati”, anticipa Alfredo Ognissanti, coordinatore del Progetto Sprar San Michele. “In questo gioca un ruolo fondamentale il Municipio VIII che ci affianca e ci sostiene”, conclude Ognissanti ringraziando il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.