Viterbo, prefetto e vescovo in visita al centro d’accoglienza di Tre Fontane

Comunicati stampa

01 marzo 2018 alle 12:49

Viterbo, 28 febbraio 2018 – Questa mattina il Vescovo di Viterbo, monsignor Lino Fumagalli, e il Prefetto Giovanni Bruno hanno incontrato i 124 migranti beneficiari del centro d’accoglienza straordinario di Viterbo gestito dalla cooperativa sociale Tre Fontane in collaborazione con la Medihospes. Durante la visita i due rappresentanti delle istituzioni hanno avuto modo di parlare con gli ospiti della struttura, conoscere la provenienza di ciascuno e ascoltare con interesse le esperienze e i motivi che li hanno spinti ad abbandonare il proprio Paese d’origine, assistere a una lezione di italiano e conoscere i loro desideri, aspirazioni e attitudini.

Oggi il Cas Viterbo, la cui gestione è stata affidata alla Tre Fontane dall’aprile 2017, è parte integrante della collettività. Dalle contestazioni dei primi giorni si è passato così a nuove forme di integrazione che hanno portato la cittadinanza non solo ad accettare la presenza del centro di accoglienza, ma anche a coinvolgere attivamente i migranti nella vita della città, a organizzare spontaneamente campagne a scopo benefico e di solidarietà come la raccolta di indumenti o materiale sportivo.

Un risultato reso possibile grazie all’impegno quotidiano degli operatori della cooperativa sociale, alla promozione dei laboratori e delle innumerevoli iniziative volte a favorire l’inclusione sociale e l’autodeterminazione.

Tramite la firma di protocolli di intesa con le associazioni attive sul territorio, le parrocchie e i centri per l’impiego, la Tre Fontane ha attivato dei canali di ascolto che aiutano il migrante a svolgere prima stage e tirocini formativi, poi a trovare un lavoro.

Inoltre, proprio al fine di spingere il dialogo fra rifugiati e cittadinanza, la cooperativa sociale Tre Fontane ha organizzato delle visite guidate per far conoscere i luoghi simbolo di Viterbo, primo passo per viverla in maniera consapevole e integrata. Perciò sono stati mostrati loro non soltanto i luoghi di interesse storico-artistico, ma anche i luoghi che frequentano per necessità pratiche come il Comune, le banche, la Prefettura, le poste o la stazione.

A fine visita il direttore del centro di Viterbo ha raccontato al vescovo Fumagalli e al prefetto Bruno un episodio di solidarietà e umanità degli operatori Tre Fontane nei confronti di un beneficiario del Cas.

“Tra i nostri ospiti ve ne era uno di nazionalità somala che ci ha segnalato come uno dei suoi figli, un bambino di 4 anni rimasto in Somalia insieme alla moglie, avesse un problema sanitario: cisti sebaceea con suppurazione interna o puntura di una zecca che ha determinato l’insorgenza di un ponfo sotto il lobo dell’orecchio destro. Il bambino aveva la temperatura alta da due giorni circa. La moglie del beneficiario è andata in ospedale: dopo la visita il medico le ha chiesto 1.200 dollari per l’incisione. Una cifra impossibile da coprire per la famiglia perché il papà non aveva un lavoro in Italia né soldi messi da parte.

Allora ci siamo attivati noi di Tre Fontane: siamo entrati in contatto con la Croce Rossa per avere i riferimenti di un presidio o di un’organizzazione internazionale in Somalia. Tramite la delegata regionale per l’Africa, la Mezza Luna Rossa Somala, The SRCS Coordinator for Mogadishu, siamo riusciti a contattare la moglie del nostro ospite.

Dopo un continuo scambio di informazioni via mail e via telefono con i vari membri della Croce Rossa Internazionale e Regionale, il personale dell’associazione ha raggiunto il bambino trasferendolo immediatamente in ospedale per l’intervento chirurgico. Intervento riuscito e bambino fuori pericolo.  DopoIIn data 05/12/2017 veniamo contattati per essere  rassicurati sullo stato di salute del bambino,   figlio di VT68, che ha finalmente ricevuto le cure di cui aveva bisogno ed è ora fuori pericolo.

In poco più di una settimana, grazie all’impegno della Tre Fontane e alla preziosa collaborazione della Croce Rossa, la brutta avventura occorsa al piccolo somalo si è trasformata in una bella favola dal lieto fine”.