Progetto Co-Host, gli studenti italiani spiegano ai migranti l’uso del pc

Comunicati stampa

24 ottobre 2017 alle 9:54

Anche lo Sprar Enea, gestito dalla cooperativa sociale Tre Fontane, ha partecipato al progetto di inclusione sociale focalizzato sull’educazione tecnologica dei beneficiari dei centri d’accoglienza

Ha ottenuto grande successo il progetto Co-Host “Nuovi modelli di accoglienza e integrazione – La scuola è protagonista”. Promosso da Fondazione Mondo Digitale e Microsoft con il patrocinio del Ministero dell’Interno, ha coinvolto anche 20 beneficiari del centro Sprar Enea di Roma gestito dalla cooperativa sociale Tre Fontane.

Organizzata fra aprile e giugno 2017 in cinque città italiane (Roma, Napoli, Reggio Calabria, Catania e Messina) con l’intento di facilitare e accelerare il processo di integrazione e inclusione sociale di immigrati e rifugiati, l’iniziativa muove dall’idea di creare un’alleanza strategica tra il mondo della scuola e i centri di accoglienza, con gli studenti delle scuole superiori di secondo grado nel ruolo di facilitatori sociali, digitali e culturali.

Diversi gli obiettivi che i promotori si sono prefissati: il favorire l’integrazione e l’alfabetizzazione digitale di immigrati e rifugiati; la promozione di un modello innovativo di integrazione basato sulla cooperazione tra diversi agenti come scuole, centri Sprar, ong, istituzioni ed enti locali; trasformare degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado in naturali facilitatori del processo di inclusione dei cittadini stranieri in Italia; la promozione dell’integrazione dei migranti attraverso programmi di educazione civica, linguistica e digitale.

Le lezioni-incontro hanno permesso un proficuo scambio di esperienze tra studenti e beneficiari che hanno così potuto far conoscere parte del loro vissuto, i loro usi e costumi, le loro lingue d’origine.

Si sono create contaminazioni che hanno testimoniato quanto le migrazioni possano essere ricchezza, esperienza positiva di valori e solidarietà. Abbattendo gli spazi di emarginazione, i beneficiari sono stati coinvolti in un quadro di sostegno integrato e sono stati supportati alla socializzazione e all’espressione completa di sé stessi. Oltre ad acquisire competenze pratiche, si sono messe insieme realtà differenti, creando confronto e interazione. Si è creato un percorso di coesione che ha spinto al confronto e alla consapevolezza della storia degli altri, favorendo crescita umana e culturale di tutti gli interlocutori.

I beneficiari del Centro Sprar Enea, in questo entusiasmante e intenso percorso, sono sempre stati accompagnati da un operatore sociale che ha fatto da trait d’union del gruppo.

Per Domenico Manzione, sottosegretario al ministero dell’Interno, “la scuola è un luogo privilegiato per creare integrazione. La tecnologia ha favorito momenti di incontro tra culture e ha permesso agli studenti di perdere certi pregiudizi. L’Italia è pronta, tra mille difficoltà. Fare integrazione in un periodo di grave crisi economica e grave crisi di sicurezza, non è una passeggiata, ma una vera e propria sfida. Noi speriamo che in questo cammino, anche se lentamente e con molta fatica, si aggreghi presto anche l’Europa”.

Una delegazione dello Sprar Enea, guidata dalla coordinatrice del progetto e da un operatore sociale, ha presenziato all’evento conclusivo del progetto. Tre beneficiari hanno portato la propria testimonianza tra gli applausi degli astanti.

 

 

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