Just before the Forest, l’integrazione sociale attraverso il teatro

Comunicati stampa

13 settembre 2017 alle 17:48

Andato in scena l’8 e il 9 settembre a Roma, lo spettacolo è stato un successo. Continuano i laboratori promossi dalla cooperativa Tre Fontane per favorire l’inclusione dei migranti con la comunità ospitante

È andato in scena venerdì 8 e sabato 9 settembre alle Carrozzerie N.O.T. di Roma lo spettacolo “Just before the Forest”. All’allestimento della pièce, curata dal collettivo Dance Across the Border e prodotta da Carrozzerie n.o.t., hanno partecipato due beneficiari dello Sprar Amarilli e tre del Cas Casilina 1, gestito dalla cooperativa sociale Tre Fontane: Alagie, Monty e Jonathan.

La rappresentazione teatrale “Just before the Forest” è stato il momento culminante e finale di un percorso iniziato il 23 agosto scorso attraverso la promozione di un laboratorio formativo:  ispirato al libro “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès, il progetto ha visto la collaborazione fra italiani e stranieri.

“Durante questi giorni – spiega in un articolo Mohamed Lamine Kaba, classe 1988 – sono stato in compagnia di questo gruppo di persone e ho scritto in rapporto a questo lavoro seguendo i diversi pezzi di questo laboratorio”.

“Guardiamo la mano – continua il beneficiario del centro – tutti gli esseri umani le hanno: ciò che ci permette di scrivere, di costruire, in generale di fare i lavori manuali è il pollice. Se qualcuno perdesse il suo pollice, continuerebbe a vivere ma perderebbe questo vantaggio. Ma se il pollice perdesse le altre dita, come farebbe a lavorare? Se trasferissimo l’esempio alla diversità dei colori degli uomini, questa diversità diventerebbe una bellezza per l’umanità e non un mezzo di nobiltà tra gli uomini”.

La bellezza di questo spettacolo, come delle altre iniziative simili promosse dalla cooperativa sociale Tre Fontane, è nell’unicità di un momento, di una serata che riunisce insieme migranti e cittadini italiani. Sullo stesso palco si sono ritrovati – e in futuro si ritroveranno – attori di diverse etnie, culture, lingue, visioni e comportamenti, tutti impegnati insieme per lanciare un forte messaggio di solidarietà e inclusione sociale. “Questo lavorare assieme ci trasformerà in comunità in una maniera lenta ma sicura”, spiega Mohamed che lancia poi una proposta: “Per bloccare il fenomeno che attraversa il mondo attualmente, dobbiamo creare veri posti di incontro dove non si vedono i colori della pelle. All’inizio del laboratorio, ho il mio nome, ma alla fine lo perdo per vantaggio di tutto il gruppo, cambio in funzione del gruppo, mi comporto secondo le regole del gruppo e alle fine divento una parte del gruppo”. Per lui questi incontri e opportunità, seguite da Tre Fontane, sono fondamentali perché “permettono di toglierci la paura di essere con voi: ci sentiamo amati, protetti e rispettati”.

 

Progetto Spettatori Migranti e Dance across the border

Il progetto Spettatori Migranti / Attori Sociali è ideato da Teatro e Critica e sviluppato per il primo anno all’interno e con lo staff del Centro d’Accoglienza Straordinaria Casilina per richiedenti asilo politico, a seguito del protocollo d’intesa stipulato dalla Cooperativa Tre Fontane con Teatro e Critica e diversi teatri romani tra i quali il Teatro di Roma, Carrozzerie n.o.t. e il Teatro Studio Uno. Il progetto, portato avanti dal docente di lingua Luca Lotano, ha come obiettivo un percorso di educazione alla cittadinanza attiva che punti all’integrazione dei migranti attraverso pratiche sociali, quali il teatro, e la pratica della lingua. Alle lezioni di italiano si alterna quindi la visione di spettacoli teatrali e momenti di incontro nei quali la discussione sull’opera artistica converge non solo sulla visione della società da parte dei suoi attori, migranti e non, ma contestualmente su nozioni di educazione civica.

Il dialogo con il progetto Dance across the border (condotto dai danzatori Manuela Serra, Alessandro Pallecchi Arena, Francesca Lombardo nel CAS Casilina e nello S.P.R.A.R. Amarilli) fa confrontare i beneficiari con uno sguardo sul processo creativo. Offrendo ai richiedenti asilo un’esperienza di teatro, di movimento, di danza; e per un nucleo di ragazzi più coinvolti la possibilità di partecipare a una residenza artistica come progetto vincitore di Odiolestate 2017 di Carrozzerie | n.o.t., una delle realtà romane maggiormente significative nella realtà teatrale.

In questi giorni tre ragazzi del CAS Casilina e due dello S.P.R.A.R. Amarilli hanno partecipato alla creazione dell ospettacolo Just before the forest , presentato poi nelle due serata dell’ 8 e 9 settembre. A dialogare con loro come osservatori, un piccolo gruppo di “spettatori migranti”. Qui di seguito il racconto del primo giorno, le voci di chi il centro d’accoglienza e, il processo creativo, lo condivide con chi sta in scena.

Chi apprende e usa una lingua è un attore sociale. Comprendere il sistema linguistico e il corrispondente modo di rappresentazione del mondo è il primo obiettivo per un’integrazione attiva. L’arte dà la possibilità all’uomo di entrare in contatto con culture diverse e lontane e di mettersi in un rapporto dinamico e critico con il mondo.

 

RASSEGNA STAMPA

spettatorimigranti.org – Poco prima di essere comunità. Video interviste a Carrozzerie | n.o.t
spettatorimigranti.org – Just before the forest. In residenza a Carrozzerie n.o.t.