Istituto Superiore di Sanità e Tre Fontane, nasce la partnership per la tutela della salute dei migranti

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Comunicati stampa

12 dicembre 2017 alle 17:30

È in programma per il prossimo 21 dicembre la visita di alcuni migranti dei centri d’accoglienza Codirossoni, Casilina 1 e Casilina 2 al Museo dell’Istituto Superiore di Sanità. L’appuntamento segna il primo tassello di una nuova importante collaborazione fra l’ente pubblico e la cooperativa sociale Tre Fontane, responsabile della gestione delle tre strutture romane.

“Frutto di una stretta sinergia tra le scuole di italiano dei centri di accoglienza, la visita al museo è stata organizzata all’indomani di un incontro fra rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e la Tre Fontane, supportata dallo staff dei Cas Codirossoni, Casilina 1 e Casilina 2. L’incontro ha gettato le basi per una conoscenza reciproca e per intavolare una fruttuosa discussione sui seminari che prenderanno il via da gennaio 2018.

Il progetto nasce nell’ambito di percorsi di accoglienza e inclusione sociale dei giovani migranti proposti dalla cooperativa sociale. È stato ideato un percorso divulgativo sui temi della salute per il benessere di ragazzi stranieri, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, provenienti da differenti Paesi.

I contenuti degli incontri saranno inoltre occasione di discussione durante le lezioni di lingua italiana in modo da rafforzare due competenze, quella linguistica e quella di indirizzo agli stili di vita salutari.

L’opportunità di tale collaborazione nasce dalla rilevazione che l’Istituto Superiore di Sanità, attraverso l’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, coordina il National Focal Point Infectious Diseases and Migrant, network  impegnato dal 1997 in  molteplici interventi di  ricerca scientifica, formazione ed educazione alla salute rivolti alla popolazione straniera.

“La presenza di tale unità all’interno dell’Istituto – spiega Marco Zonnino, presidente della Tre Fontane – potrebbe quindi favorire l’organizzazione di questi incontri in cui i giovani migranti da noi ospitati potrebbero acquisire, grazie all’incontro con i loro esperti e i ricercatori, elementi conoscitivi utili per la tutela della propria e dell’altrui salute, nonché per la prevenzione di alcune patologie”.