Calcio, immigrazione: nasce la squadra Tre Fontane formata da profughi. E la Roma dona materiale sportivo

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Comunicati stampa/Sport network

17 ottobre 2017 alle 10:03

Per la prima volta la selezione dei quattro centri d’accoglienza gestiti dalla cooperativa sociale Tre Fontane fra Anzio e Nettuno parteciperà a un campionato dilettantistico della Figc. La dirigenza ringrazia la fondazione Roma Cares per il sostegno: fornitura di abbigliamento e biglietti in occasione della partita Roma-Chapecoense

Roma, 16 ottobre 2017 – Esordio nel campionato di Terza Categoria per la Tre Fontane, la squadra di calcio formata interamente da profughi e richiedenti asilo ospiti nei quattro centri d’accoglienza gestiti dalla cooperativa sociale Tre Fontane fra Anzio e Nettuno. Per loro si tratta della prima esperienza in un campionato dilettantistico della Figc.

Per i 25 giocatori coinvolti nel progetto di integrazione sociale e sportiva si tratta di un’esperienza unica nel suo genere: non solo hanno l’occasione di seguire una propria passione, ovvero di giocare a calcio con un pallone di cuoio, scarpini e vestiario, ma vivono anche con grande entusiasmo il sostegno che l’AS Roma ha donato a questi ragazzi in fuga da guerre, malattie e persecuzione.

Attraverso la sua fondazione Roma Cares, la società giallorossa ha donato alla rappresentativa dei centri d’accoglienza di Anzio e Nettuno materiale sportivo inutilizzato delle passate stagioni ed ha ospitato gratuitamente alcuni beneficiari dei centri d’accoglienza allo Stadio Olimpico in occasione della partita amichevole con la Chapecoense, la squadra brasiliana di Santa Catarina che per incidente aereo aveva perso 19 giocatori.

Per due volte alla settimana, durante le sedute di allenamento al campo del Falasche, scelto per giocare le partite in casa, i migranti della Tre Fontane vestiranno AS Roma: pantaloncini, calzettoni, magliette, sudorine, tute e piumini un tempo indossati da campioni come Daniele De Rossi, Francesco Totti, Alessandro Florenzi o Radja Nainggolan.

“L’emozione di assistere a partite della Roma allo stadio e di allenarsi vestendo i colori giallorossi è stata enorme per i giocatori della Tre Fontane, tanto che ancora faticano a crederci”, racconta Valerio Marchione, responsabile del progetto e della squadra. E prosegue: “Per loro è tutto un sogno: lì in Africa, nei loro Paesi d’origine, non esistono scuole di calcio, giocano con palloni ricavati da stracci, sono scalzi e senza campi”.

Il prossimo impegno per la Tre Fontane sarà domenica 22 ottobre quando, alle ore 16.30 allo stadio del Falasche, sarà derby contro il San Giacomo. A prescindere dal risultato, la dirigenza si augura che la partita possa trasformarsi ancora una volta in un’occasione per favorire l’integrazione e l’inclusione sociale di quei migranti che già da anni vivono il territorio e la comunità.